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Psiconcologia

Supporto Psicologico in caso di Malattie Oncologiche

Il dolore è un grande paradosso. È pieno di anomalie e contraddizioni. Può essere creativo e distruttivo; può nobilitare e inasprire; può proteggere e distruggere…può essere un campanello d’allarme…e tuttavia può diminuire la voglia di vivere…il dolore è un’esperienza personale e privata, comune a tutti gli individui e tuttavia unica per ciascuno di loro…il dolore è un grande enigma. Di tutte le esperienze umane è una fra le più complesse. (Autton)

L’importanza della psicologia oncologica, o Psiconcologia

La psiconcologia è un settore della psicologia relativamente nuovo; è soltanto a partire dagli anni Ottanta, infatti, che inizia a diffondersi un’attività clinica di supporto al paziente affetto da patologia tumorale, anche se i primi sviluppi si sono iniziati a intravedere negli anni Cinquanta negli Stati Uniti. La malattia oncologica è una situazione traumatizzante che, per le sue peculiarità, per l’impatto psicologico e sociale che la contraddistingue e per l’entità delle cure che richiede, necessita di un supporto globale, psicologico e sociale, che aiuti il paziente e la sua famiglia ad affrontare le difficoltà che incontrerà.

Il cancro, più di ogni altra malattia, esige dalla persona uno sforzo costante e ripetuto di adattamento. La psicologia oncologica mira a promuovere l’adattamento psicologico.

L’adattamento psicologico ha l’obiettivo di garantire l’integrità psichica e fisica del paziente, affrontare i disturbi modificabili e integrare quelli irreversibili; è costituito da una serie di risposte cognitive, emotive e comportamentali. In ciascuna fase della malattia, infatti, le reazioni psicologiche di una persona sono il risultato di un’integrazione complessa tra il ricordo delle esperienze passate, la percezione della minaccia futura e le risorse disponibili.
I livelli di ansia, rabbia e depressione sono indici della reazione normale del paziente alla malattia. Quando tali livelli sono elevati o con manifestazioni croniche e associati a un’intensa sofferenza soggettiva, a un funzionamento psicosociale e a relazioni interpersonali compromesse, è opportuno parlare di reazione patologica.
Nella fase immediatamente successiva alla diagnosi di cancro, si può verificare una sofferenza psichica con prevalenza dei disturbi dello spettro depressivo. Nelle condizioni avanzate di malattia possono comparire sintomi psichiatrici o disturbi mentali su base organica.
Il tumore ha un impatto devastante non solo sul paziente, ma anche sul rapporto di coppia (per il partner di un membro malato), sui figli (quando un genitore è malato), sulla famiglia (nei casi di neoplasia infantile o quando un membro della famiglia si ammala). La psicologia oncologica si occupa principalmente dei malati oncologici e dei loro familiari, per i quali è fondamentale un sostegno psicologico non solo nel periodo di malattia del paziente, ma anche nel momento successivo all’eventuale decesso. Il trattamento psicologico permette al paziente e ai suoi familiari di acquisire gli strumenti necessari per gestire il disagio indotto dalla malattia ed eventuali comportamenti di evitamento relativi a programmi terapeutici o controlli. In particolare, permette di apprendere tecniche per riconoscere e gestire emozioni negative, pensieri disfunzionali, comportamenti disadattivi e interiorizzare modalità efficaci di problem-solving.

Da tempo l’uomo si interroga sul dolore, sul significato della sofferenza, sul perché della sua esistenza. Eppure, gli interrogativi si ripropongono sempre, soprattutto quando il dolore diventa forte, intenso, costringendo ad usare gli occhi in modo diverso, per trovare una via di sopravvivenza. Attraverso il dolore si può riuscire a creare, ma anche distruggere, può spingere verso nuove mete o paralizzare per sempre.

In una malattia che arriva all’improvviso, che non era attesa, la cui esistenza non è stata mai neppure pensata, è possibile trovare un sollievo se si incontra un “buon contenitore”, ovvero qualcuno che possa aiutare ad accogliere, tenere e trasformare queste angosce richiedendo l’aiuto di un professionista.

Obiettivi della psicologia oncologica

La psicologia oncologica comprende la terapia individuale, la terapia domiciliare e la terapia di gruppo. Lo scopo del trattamento è quello di permettere ai malati e ai loro familiari di apprendere tecniche di gestione delle emozioni negative, tecniche di rilassamento e strategie comportamentali efficaci.
  • In particolare, nei colloqui individuali con i pazienti oncologici si cerca di aiutarli a contenere i sintomi psicologici con l’individuazione di emozioni negative, ristrutturazione di pensieri disfunzionali, problem-solving, tecniche di rilassamento e modifica dei comportamenti a rischio (es. tabagismo, assunzione di alcol, ecc…) che determinerebbero un peggioramento delle condizioni psicofisiche.
  • Nei colloqui individuali con i familiari, l’obiettivo è quello di sostenerli durante tutto il percorso clinico del membro della famiglia che si è ammalato mediante tecniche di gestione delle emozioni, modifica di pensieri disfunzionali e strategie di problem-solving. Inoltre, mira a favorire il processo di elaborazione del lutto dopo l’eventuale morte del paziente.
  • Nella terapia domiciliare, lo scopo principale è il controllo dei sintomi mediante la gestione delle emozioni disfunzionali, la modifica di convinzioni negative e il miglioramento della qualità di vita e di morte.
Nella terapia di gruppo una parte è dedicata all’educazione del paziente circa la malattia. Durante il percorso si forniscono informazioni e suggerimenti sugli stili di vita o su come combattere gli effetti collaterali delle terapie. Si elaborano poi in condivisione i vissuti emotivi e si cercano insieme le strategie di problem solving per risolvere le difficoltà pratiche, emotive e interpersonali legate al tumore.
Terapia individuale

Tale percorso prevede sedute individuale della durata di un’ora una volta a settimana ed è incentrata su:

  • Sostegno psicologico ai malati oncologici nello sviluppo di modalità più funzionali per affrontare la malattia
  • Psicoeducazione emotiva e tecniche gestione emozioni negative
  • Ristrutturazione cognitiva per l’accettazione della malattia e l’integrazione della stessa nella propria vita
  • Insegnamento di tecniche di rilassamento e comportamentali efficaci
  • Tecniche di coping per aumentare il senso di controllo del paziente
Terapia individuale per i familiari

Sono previste sedute individuali della durata di un’ora, una volta a settimana incentrate su:

  • Psicoeducazione emotiva e tecniche di gestione delle emozioni negative;
  • Ristrutturazione cognitiva per l’accettazione della malattia e l’integrazione della stessa nella propria vita;
  • Insegnamento tecniche di rilassamento e di coping per la gestione delle fasi della malattia;
  • Sostegno nell’elaborazione del lutto.
Terapia domiciliare

La terapia domiciliare prevede sostegno psicologico a domicilio, della durata di un’ora, una volta a settimana. L’intervento di sostegno psicologico ai malati oncologici e ai loro familiari ha l’obiettivo di offrire:

  • Supporto e valorizzazione delle risorse personali e familiari;
  • Contenimento delle sofferenze e dello stress intrapersonale e interpersonale;
  • Promozione della comunicazione tra familiari, e tra familiari e paziente oncologico;
  • Ascolto e informazione rispetto alle diverse problematiche che si presentano durante tutto il percorso di malattia
Terapia di gruppo

La terapia di gruppo prevede incontri di gruppo a cadenza bisettimanale, della durata di un’ora e mezza, di durata variabile in base alla fase della malattia dei membri. Il gruppo è omogeneo per patologia e prognosi. Il numero di partecipanti varia da un minimo di 4 a un massimo di 10. La terapia è incentrata su:

  • Psicoeducazione emotiva, condivisione emozioni e tecniche gestione emozioni negative
  • Ristrutturazione cognitiva
  • Insegnamento tecniche di rilassamento
  • Problem-solving e condivisione di strategie di fronteggiamento situazioni problematiche
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Monica Sirotti Psicologa
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